Indice glicemico
Indice glicemico, cos’è?
L’indice glicemico (IG) è un valore numerico (da 0 a 100) che misura la velocità con cui i carboidrati di un alimento vengono digeriti e fanno salire la glicemia, cioè la concentrazione di glucosio nel sangue. Un alimento con indice glicemico alto (es. pane bianco, riso soffiato) causa un aumento rapido della glicemia; un alimento con indice glicemico basso (es. legumi, pasta al dente, frutta) provoca un aumento più graduale e stabile. È uno strumento utile, ma va letto nel contesto: la quantità di carboidrati presenti nel pasto (carico glicemico), la presenza di fibre, grassi e proteine nello stesso pasto modificano significativamente la risposta glicemica reale. Questo è il motivo per cui demonizzare un singolo alimento basandosi solo sull’indice glicemico è una semplificazione che spesso porta a paure alimentari non giustificate.
Demonizzazioni inutili
“La pasta fa alzare la glicemia” è vero — ma lo è anche per la frutta, i legumi, il pane integrale. Il problema non è l’alimento in sé, ma il contesto in cui viene mangiato. Inoltre, l’aumento della glicemia a pasto è qualcosa che non ha nulla a che vedere con la condizione di malattia. Si dice “fisiologico” (che riguarda il normale funzionamento delle funzioni vitali di un organismo). Il problema si pone quando c’è una condizione di patologia, come il diabete, in cui risulta molto importante prestare attenzione alla glicemia in modo da assumere la corretta quantità di insulina. L’insulina è l’ormone che aiuta il glucosio a entrare nelle cellule per essere utilizzato da queste nelle normali funzioni quotidiane. Il glucosio è la principale fonte di energia delle nostre cellule e pensare di eliminare i carboidrati per evitare l’aumento glicemico è qualcosa che non ha nessun senso dal punto di vista della fisiologia umana. Capire come funziona l’organismo ti permette di smettere di temere interi gruppi alimentari, iniziando a ragionare in modo più libero e informato.

