Insulino resistenza
Insulino resistenza, cos’è?
L’insulino resistenza è una condizione in cui le cellule del corpo rispondono in modo meno efficace all’insulina. In condizioni normali, dopo un pasto, l’insulina “apre le porte” delle cellule permettendo al glucosio di entrarvi e di essere utilizzato come energia. Quando le cellule diventano resistenti a questo segnale, il pancreas compensa producendo quantità sempre maggiori di insulina per mantenere stabile la glicemia. Questo stato di iperinsulinemia compensatoria può mantenersi per anni senza sintomi evidenti.
I segnali che possono suggerire la sua presenza sono spesso aspecifici e facilmente attribuiti ad altro.
Qualche esempio:
- stanchezza persistente (in particolare dopo i pasti)
- difficoltà di concentrazione
- senso di fame che ritorna rapidamente
- accumulo di grasso prevalentemente nella zona addominale.
Nel lungo periodo, se non riconosciuta e affrontata, l’insulino-resistenza può evolvere verso il prediabete e il diabete di tipo 2, oltre ad aumentare il rischio cardiovascolare.
Si sviluppa per una combinazione di fattori: predisposizione genetica, sedentarietà, alimentazione regolarmente sbilanciata, stress cronico, privazione del sonno e eccesso di tessuto adiposo viscerale.
Falsi miti: l’insulino resistenza fa aumentare il peso
Spesso si crede che l’insulino resistenza sia responsabile dell’aumento di peso, invertendo la causa con l’effetto. È un equivoco molto diffuso, ma la relazione tra le due condizioni va letta nella direzione opposta: è l’eccesso di tessuto adiposo, in particolare quello viscerale (il grasso accumulato intorno agli organi addominali), a ridurre la sensibilità delle cellule all’insulina. Il grasso viscerale è metabolicamente attivo: rilascia sostanze pro-infiammatorie e acidi grassi liberi che interferiscono con la segnalazione insulinica a livello cellulare. Questo significa che il punto di partenza è il tessuto adiposo in eccesso, non l’insulina.

